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Cavallari (Pizzoli)

Appunti sul territorio

Il comune di Pizzoli si estende per un piccolo tratto alla destra orografica del fiume Aterno, con la frazione di Cavallari. Il territorio montano pertinente a questo paese sale a monte delle strade campestri che collegano il Cermone a Cavallari e a Teora.

Esso è costituito da due montagne distinte, separate dal piàne l’àlle, che fanno entrambe parte dell’allineamento che divide il fiume Aterno dai tributari del torrente Raio.

Data l’esiguità del territorio, non si notano elementi caratterizzanti di rilievo, a parte un rifugio recentemente costruito nel piàne l’àlle.

Il sentiero CAI che attraversa il territorio di Cavallari è il n° 17, da Pozza alla cima di rùa.

La toponomastica

La montagna di Rua (piccola)
1. La montagna di Cavallari si identifica con la mulattiera che, dall’abitato, superato un breve tratto pianeggiante, la risale fino ai confini con San Marco e, oltre, verso Pozza. Tale strada è nota semplicemente come rùa, essendo questa una designazione risalente al latino ruga, in origine ‘solco’, ma poi traslato proprio al significato di ‘stradina urbana e campestre’. Dalla stessa voce anche il francese rue che, però, non è alla base delle numerose attestazioni toponimiche di rua, come la tradizione popolare vorrebbe credere. Quanto alle attestazioni storiche del toponimo, esso è già presente nell’Atlante di Rizzi-Zannoni (1808), come Rua, conformemente quindi alla versione locale.

2. Il tratto di pianura pedemontana attraversata dalla mulattiera di rùa, appena ad ovest dell’abitato, è chiamato ùppi, come riporta anche la cartografia IGM, Uppi. Si tratta di un toponimo del tipo oppio, che riflette il latino opulus, che indica diverse varietà arboree, fra cui soprattutto l’olmo, ma in questo caso forse il pioppo. Si noti, nella resa del nome, la metafonia ó>ù da -i, e la palatalizzazione del nesso -li.

3. Salendo, la mulattiera di rùa si lascia a destra il pendio della bruciàta, prima di compiere un ampia curva (750 m). Il toponimo, come altri del tipo bruciata, si riferirà non già ad un recente incendio, ma piuttosto al fatto che il nudo crinale, che culmina con la quota 906 m, era un tempo boscato, prima di essere ridotto a pascolo con la tecnica dell’abbruciamento.

4. A sinistra della svolta, si estende la proprietà privata boschiva della macchjòla. E’ significativo che per designare questo tratto di bosco non venga utilizzato un toponimo del tipo selva, bensì un derivato di macchia, riflesso del latino macula ‘macchia’ e poi ‘boscaglia’. Il termine selva, infatti, sembra indicare un ‘bosco dove si fa la legna’, cosa evidentemente impossibile in questo, padronale e non ‘comunale’.

5. A quota 890 m la mulattiera di Rua svalica sul crinale che anche è detto complessivamente rùa. Sulla destra (sudest), questo culmina con il C.le S. Mauro (944 m), come è chiamato sulla cartografia IGM, mentre più oltre è il più basso collacchjólu (926 m), riportato come Collacchiolo. Questo nome è un derivato di colle, curiosamente formato da un primo suffisso accrescitivo (-acchio), ed un secondo diminutivo (-òlo, lat. -olus).


La montagna di Rua (grande)
6. Dietro il crinale di rùa, si estende l’allungato pianoro di piàne l’àlle, per circa 1 km dalla testata dietro Collacchiolo alla foce sopra la contrada Caprareccia. A 900 m vi è stato di recente costruito un rifugio, in fase di completamento (anno 1996, guida CAI). Il nome del pianoro è un sintagma 'piano della valle', che ne descrive proprio la morfologia, ma non è riportato sulla cartografia ufficiale.

7. Dalla contrada pedemontana craparéccia, circa 1 km ad ovest di Cavallari, si sale al Piano la Valle attraverso una strada campestre, che poi diventa sentiero. Il toponimo citato deriva da capra, attraverso la ben nota metatesi dialettale di r, ed un suffisso che ricorre in designazioni quali vaccareccia, porcareccia, ecc., che indicano terreni adatti al pascolo di tali animali.

8. All’altro capo del pianoro, giunge invece l’itinerario CAI n° 17, proveniente da Pozza. Una recente pista è stata sovrapposta alla vecchia mulattiera delle castàgne, così detta poiché si snodava fra due file di castagni secolari, abbattuti. Il toponimo IGM Castagnola dovrebbe richiamare il nome dialettale, ma tutta la zona è boscata a castagni.

9. Attraversata tutta la piana, il sentiero CAI si rivolge in direzione sud, a risalire il pendio di collìgli, nudo per un buon tratto. Sulla cartografia IGM, questo colle è indicato come C.le Gigli, ma è assai più probabile una derivazione da colle, attraverso il diffuso suffisso -illus, dal valore diminutivo, con palatalizzazione del nesso -lli.

10. Dopo un breve traverso, l’itinerario n° 17 giunge alla sella del Piano di Cavallari (959 m), al confine con San Marco (comune dell’Aquila). Da qui, si innalza la montagna che a Cavallari è nota come rùa rànne, perché di gran lunga la più alta ed imponente dei rilievi di rùa, ma che altrove (a San Marco) è detta semplicemente rùa, cìma rùa. Le pendici settentrionali di questa montagna rientrano nel tenimento di Cavallari, e sono in loco dette pé rùa, ossia 'piedi Rua'. A quota 715 m, vi si trova una sorgente, indicata sulla cartografia IGM come Sorg.te Piedirua.

11. L’ultima località ad ovest, a confine con Colli di Barete, è il fosso di rìu, il cui nome semplicemente riprende l’appellativo latino rivusrio, ruscello’.