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Geo-storia amministrativa d'Italia: Picenum

Samnium (428K)

Municipia

Seguendo Plino (N.H., III, 110) ho considerato i seguenti municipi: Hatria, Interamnia Praetutiorum, Castrum Novum, Truentum, Cupra (Maritima), Firmum, Asculum (Picenum), Novana (non ho seguito V. Galié nel situarla a Carassai, bensì nella non distante Montedinove), Cluana, Potentia, Numana, Ancona, Auximum, Beregra, Cingulum, Cupra Montana, Falerio, Pausulae, Planina, (Helvia) Ricina, Septempeda, Tolentium, Treia, Urbs Salvia, Pollentia (localizzata seguendo V. Galié nei pressi di Comunanza per colmare uno spazio passato nella diocesi medievale di Fermo). In totale, la Regio V comprendeva 25 città.

Confini

1. I confini di Hatria (Atri) con Angulum e Pinna sono descritti in questa pagina. Come confine con Beregra ho preso dapprima il crinale spartiacque tra i fiumi Fino e Vomano e poi la crestina secondaria dov'è l'odierna Basciano che termina presso la confluenza del T. Mavone col Vomano. Il confine con Interamnia e Castrum Novum è naturale (F. Vomano) e percorso dai limiti diocesani medievali tra Atri-Penne e Teramo. Hatria si affaccia pertanto sull'Adriatico tra le foci della Piomba e del Vomano.

2. Il confine di Beregra (fr. Montorio al Vomano ) con Hatria è stato appena descritto, mentre quelli con Pinna, Aufinum, Peltuinum ed Amiternum nella Regio IV sono descritti in questa pagina. Tra Beregra ed Interamnia il confine è naturale (F. Vomano) e ripreso dal limite diocesano medievale tra Penne-Atri e Teramo.

3. I confini di Interamnia Praetutiorum (Teramo) con Hatria e Beregra sono stati già descritti, mentre quelli con Amiternum e Forum Decii nella Regio IV sono descritti in questa pagina. Tra Interamnia e Asculum il confine è quello tra le diocesi di Teramo ed Ascoli, e segue dapprima lo spartiacque tra i fiumi Tordino e Tronto, poi il T. Salinello dalla sua sorgente al punto in cui si avvicina al T. Vibrata. Il confine con Truentum segue naturalmente il corso del Salinello. Tra Interamnia e Castrum Novum ho preso come confine tra Salinello e Tordino il crinale che culmina con l'abitato di Bellante e tra Tordino e Vomano il crinale che culmina con l'abitato di Castellalto.

4. I confini di Castrum Novum (Terravecchia, fr. Giulianova) con Hatria e Interamnia sono stati già descritti. Con Truentum ho preso come confine il F. Salinello fino alla foce. Castrum Novum si affacciava dunque sull'Adriatico tra le foci del del Vomano e del Salinello.

5. Il confine di Truentum (Martinsicuro) con Castrum Novum ed Interamnia sono stati già descritti. Tra Truentum e Asculum ho preso una linea che passa direttamente dal Salinello al F. Tronto ricalcando l'attuale confine provinciale, poi scende lungo il Tronto e rimonta il corso del F. Fiobbo lasciando ad ovest delle terre rivendicate dalla diocesi di Teramo nel Medioevo (Monsampolo, ecc.). Come confine con Cupra Maritima ho preso il F. Tesino. Il municipium di Truentum si affacciava dunque sull'Adriatico tra le foci del Salinello e del Tesino.

6. I confini di Asculum Picenum (Ascoli) con Truentum e Interamnia sono stati già descritti, mentre quello con Forum Decii nella Regio IV è descritto in questa pagina. Come confine con Pollentia ho seguito V. Galié ed ho preso dapprima la stretta del Tronto tra il M. Comunitore e il M. Ceresa e poi il confine diocesano medievale tra Ascoli e Fermo, che segue per un tratto lo spartiacque tra Tronto e T. Fluvione, raggiunge quest'ultimo presso l'attuale Roccafluvione e segue lo spartiacque tra Fluvione e T. Chiaro fino al M. la Torre. Il confine con Novana è ancora dato, seguendo V. Galié, dal limite diocesano di Ascoli rispetto a Fermo e al Presidiato di Farfa (ricavato nel territorio fermano), che segue lo spartiacque tra Tronto e Tesino sul M. dell'Ascensione, il crinale di Castignano ed Offida fino al T. Fiobba.

7. I confini di Pollentia (Comunanza) con Nursia e Forum Decii nella Regio IV sono descritti in questa pagina, mentre quello con Asculum è stato appena descritto. Tra Pollentia e Novana ho preso la prosecuzione del crinale di M. la Torre fino al F. Aso sotto l'odierna Force e poi dall'Aso al F. Tenna il crinale di M. Falcone (confine naturale che coincide grosso modo col limite medievale tra la diocesi di Fermo propria ed il Presidiato di Farfa). Ho posto il breve confine con Falerio sul crinale alla sinistra orografica del Tenna fino a M. Rotto. Tra Pollentia e Urbs Salvia ho continuato a seguire lo spartiacque tra Tenna e F. Tennacola, anche limite diocesano medievale tra Fermo e Camerino, fino al P.zo Tre Vescovi.

8. I confini di Novana (Montedinove) con Truentum, Asculum e Pollentia sono già stati descritti. Tra Novana e Falerio ho preso il Tenna fino all'ansa di Monte S. Martino, di qui attraverso P.gio di Tenna il crinale spartiacque tra Aso e Tenna fino alla sorgente del T. Indaco. Con Firmum ho preso come confine il T. Indaco fino alla confluenza con il F. Aso e poi l'Aso stesso. Il confine con Cupra Maritima l'ho posto all'incirca al confine medievale tra la diocesi di Fermo ed il Presidiato di Farfa, cioè tra le odierne Cossignano e Ripatransone.

9. I confini di Cupra Maritima (Cupra) con Truentum e Novana sono stati già descritti. Il confine con Firmum è naturalmente dato dal basso corso del F. Aso fino alla foce. Il municipium di Cupra si affacciava dunque sull'Adriatico tra le foci del Tesino e dell'Aso.

10. I confini di Firmum (Fermo) con Cupra e Novana sono stati già descritti. Per il confine con Falerio ho seguito, dallo spartiacque Aso-Tenna, il crinale dove sorge Monteleone fino al F. Fontevivo, poi il corso di questo torrente fino alle Forche di Tenna ed infine il F. Tenna stesso. Tra Firmum e Pausulae ho preso dapprima una linea che passa dal Tenna al F. Ete Morto nel punto in cui questi due fiumi sono più vicini e poi il corso dell'Ete Morto fino allo sbocco nel Chienti. Il confine con Cluana è naturalmente dato dal corso dell'Ete Morto e poi del Chienti fino alla foce. Il municipium di Firmum si affacciava dunque sull'Adriatico tra le foci dell'Aso e del Chienti.

11. I confini di Falerio (Piane, fr. Falerone) con Firmum, Novana e Pollentia sono stati già descritti. Tra Falerio e Urbs Salvia ho tratto ispirazione dal limite diocesano medievale tra Fermo e Camerino, che lasciava a Falerio le terre di Monte S. Martino, Penna S. Giovanni e S. Angelo in Pontano, mentre Loro Piceno era divisa a metà tra Fermo e Camerino, ed ho preso il crinale tra l'Ete Morto e il T. Fiastra fino a quest'ultimo centro. Il confine di Falerio con Pausulae è naturalmente dato dal corso dell'Ete Morto.

12. I confini di Pausulae (S. Claudio, fr. Corridonia) con Firmum e Falerio sono stati già descritti. Con Urbs Salvia e poi Tolentinum ho preso il limite diocesano medievale tra Fermo e Camerino, che lascia a Pausulae i comuni odierni di Corridonia, Petriolo e Mogliano, nonché Macerata, e passa poi presso l'abbazia di Fiastra. Con Ricina ho seguito il principio dell'equidistanza del confine prendendo il crinale spartiacque tra i fiumi Chienti e Potenza fino a Macerata e poi il F.so Trodica. Come confine con Cluana ho seguito il Trodica fino allo sbocco nel Chienti, poi ho preso il crinale che passa dagli attuali centro di Monte S. Giusto e Montegranaro, fino all'Ete Morto.

13. I confini di Urbs Salvia (Anfiteatro, fr. Urbisaglia) con Pausulae, Falerio e Pollentia sono stati già descritti. Il confine con Camerino può essere fissato alla catena spartiacque tra i torrenti Fiastrella (Fiastra) e Fiastrone, culminante con il M. Sasso Tetto. Tra Urbs Salvia e Tolentinum ho seguito lo stesso crinale alla sinistra orografica del T. Fiastra fino al C.le Tolentino e di qui al fondovalle Chienti.

14. I confini di Tolentinum (Tolentino) con Pausulae ed Urbs Salvia sono stati già descritti. Tra Tolentinum e Camerinum ho preso una linea che, dal P.zo di Meta, taglia il T. Fiastrone all'altezza del lago, risale al M. Fiegni e al M. Fiungo, scende al Chienti, sale al M. Letegge e al valico di M. d'Aria. Come confine con Septempeda ho preso la dorsale collinare di M. d'Aria e M. di Colleluce che scende al F. Potenza presso la confluenza da sinistra del F.so di S. Lazzaro. Il confine con Treia è naturalmente costituito dal F. Potenza. Per il breve confine con Ricina ho genericamente seguito il limite diocesano tra Camerino e Fermo.

15. Il confine di Septempeda (Pieve, fr. S. Severino Marche) con Tolentinum è stato appena descritto. Il breve confine con Camerinum che risulta dalla mia ricostruzione scende dal valico di M. d'Aria al ponte di Crispiero sul F. Potenza. Tra Septempeda e Matilica nella Regio VI risale lo spartiacque tra Esino e Potenza-Musone fino al C.le del Vescovo e M. Canfaito. Il confine con Cingulum non è chiaro ma forse tagliava l'alto Musone per attestarsi poi sullo spartiacque tra questo e il Potenza fino al P.so della Cappella (come riconosciuto da P.L. Dell'Aglio). Con Treia ho preso una linea intermedia che transita sulla dorsale spartiacque di M. Verde.

16. I confini di Treia (Crocifisso, fr. Treia) con Tolentinum e Septempeda sono già stati descritti. Rispetto a Cingulum ho seguito G. Bejor nel prendere l'attuale confine comunale che passa sullo spartiacque tra i torrenti Monacchia e Fiumicello, che fu anche limite diocesano tra Camerino ed Osimo. Tra Treia e Ricina ho dovuto prendere, contro il parere di G. Bejor, l'intermedio R. Chiaro fino allo sbocco nel F. Potenza e poi quest'ultimo a ritroso.

17. I confini di Helvia Ricina (Villa Potenza, fr. Macerata) con Pausulae, Tolentinum e Treia sono stati già descritti. Il confine con Cingulum l'ho preso sullo spartiacque tra i torrenti Monocchia e Fiumicello, fino all'incirca a Montefano, forse santuario di confine. Come confine con Potentia ho seguito solo parzialmente E. Percossi preferendo continuare sullo spartiacque fino suddetto a C.le S. Martino e scendere da qui al F. Potenza, anziché arrivarci per il corso del Monocchia. Con Cluana ho seguito l'opinione generale illustrata, per esempio, da E. Percossi, risalendo dal Potenza fino all'odierna Montelupone lungo il F.so Matto, e da qui al T. Trodica lungo il F.so delle Cervare o il crinale di S. Lucia.

18. I confini di Cluana (Porto Civitanova, fr. Civitanova Marche) con Firmum, Pausulae e Ricina sono stati già descritti. Fra Cluana e Potentia l'opinione comune segue il T. Asola a partire da Montelupone. Il municipium di Cluana si affacciava dunque sull'Adriatico tra le foci del Chienti e dell'Asola.

19. I confini di Potentia (S. Maria a Potenza, fr. Porto Recanati) con Cluana e Ricina sono stati già descritti. Con Cingulum ho seguito E. Percossi nel prendere l'attuale strada statale tra Montefano e il T. Fiumicello. Il corso del Fiumicello e poi del F. Musone (che terminava a sud dell'attuale foce) segnano naturalmente i confini con Auximum. Il municipium di Potentia si affacciava dunque sull'Adriatico tra le foci del fiumi Asola e Musone.

20. Il confine di Auximum (Osimo) con Potentia è stato appena descritto. Come confine con Cingulum ho preso il crinale di Filottrano tra Fiumicello e Musone. Con Planina ho seguito dalla confluenza del F.so Umbricara nel Musone il crinale alla sinistra di quest'ultimo, fino all'incirca al M. Bogo, che è anche limite diocesano tra Osimo ed Ancona. Rispetto ad Ancona ho seguito ancora il crinale suddetto fino all'incirca al M. della crescia, e poi da questo al corso del F. Aspio. Il confine con Numana è, per opinione generale (ad esempio, G.V. Gentili), dato dall'Aspio fino alla foce (anticamente l'Aspio sboccava a nord della foce del Musone). Il municipium di Auximum aveva dunque un breve affaccio sull'Adriatico tra le foci del Musone e dell'Aspio.

21. Il confine di Numana (Numana) con Potentia è già stato descritto. Con Auximum ed Ancona ho preso i confini medievali della diocesi di Umana rispetto ad Osimo e, rispettivamente, Ancona, che attribuivano a Numana anche i centri di Sirolo, Massignano e Camerano. Il municipium di Numana si affacciava dunque sull'Adriatico tra le foce dell'Aspio ed il M. Conero.

22. I confini di Ancona (Ancona) con Numana e Auximum sono già stati descritti. Come confine con Planina ho preso il corso del F.so dei Pratacci fino alla confluenza con il F. Esino, che corrisponde anche al confine diocesano medievale. L'Esino segnava poi il confine naturale con Aesis e Sena Gallica nella regio VI. Il municipium di Ancona si affacciava dunque sull'Adriatico tra il M. Conero e la foce dell'Esino.

23. I confini di Planina (S. Vittore, fr. Cingoli) con Ancona ed Auximum sono stati già descritti. Per confine con Cingulum ho preso il corso del F. Musone, che era anche limite diocesano tra Osimo e Jesi, fino alla confluenza da sinistra del F.so Acquatta. Con Cupra Montana ho seguito il crinale dove sorge Staffolo e poi il T. Cesola fino alla sua confluenza nel F. Esino. Tra Planina e Aesis nella Regio VI ho seguito il corso dell'Esino, fino alla confluenza da destra del F.so dei Fratacci.

24. I confini di Cingulum (Cingoli) con Planina, Auximum, Potentia, Ricina, Treia e Septempeda sono stati già descritti. Il confine con Matilica segue lo spartiacque tra Esino e Musone fino all'incirca al M. S. Vicino. Con Cupra Montana ho preso lo spartiacque tra Musone ed Esino a dal M. S. Vicino fino alla stretta di Castreccioni e poi per un breve tratto il F. Musone stesso.

25. I confini di Cupra Montana (Cupramontana) con Planina e Cingulum sono stati già descritti. Per confine con Tuficum nella Regio VI ho seguito il crinale di M. Cipollara e M. Pietroso fino alle Gole della Rossa. Tra Cupra e Ostra nella Regio VI ho preso il corso del F. Esino e lo stesso fiume tra Cupra ed Aesis, fino alla confluenza da destra del T. Cesola.