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Geo-storia amministrativa d'Italia: Transpadana

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Municipia

Seguendo Plino (N.H., III, 33), ho considerato le seguenti comunità: (1.) Forum Vibii o Caburrum, (2.) Augusta Taurinorum, (4.) Augusta Praetoria, (5.) Eporedia, (6.) Vercellae, (7.) Novaria, (9.) Ticinum, (10.) Laus Pompeia, (11.) Mediolanum, (13.) Comum, (14.) Bergomum, alle quali ho aggiunto otto territori che normalmente sono considerati pagi annessi da uno dei municipi di cui sopra, ma che acquisirono autonomia nella tarda antichità e forse l'ebbero in qualche modo anche nel periodo considerato. Seguendo in generale l'opinione di F. Gabotto, cinque di questi territori sono attestati in epoca romana: (3.) Forum Germanorum o Germanianum, se l'identificazione di F. Gabotto a Germagnano di Lanzo e non presso Caraglio (v. Auriate in questa pagina) è corretta, (8.) Laumellum (di solito annessa a Ticinum), Forum Diuguntorum (di solito annessa a Bergomum), Victimulae (annessa a Vercellae) e Quadratae (annnessa a Vercellae), mentre gli altri tre sono identificati dai successivi comitati altomedievali: (12.) Stationa (di solito annessa a Novaria ma secondo alcuni come G. Tibiletti a Mediolanum), Plumbia (annessa a Novaria) e Sibrium (annessa a Mediolanum). Ho incluso nella Raetia i restanti territori fino allo spartiacque alpino e cioè i Leponzi della Val d'Ossola (Oxila) e dell'alto Ticino (Bilitio), i Bregalei (Clavenna) ed i Vennonetes della Valtellina, mentre Segusio, pur citata da Plinio, è oggi considerata appartenente alle Alpes Cottiae. Resta sconosciuto il Forum Licini citato da Plinio, ma forse si tratta di un altro nome per Forum Diuguntorum, identificata con Fornovo S. Giovanni.

1. I confini di Forum Vibii Caburrum (Cavour) con Carreum, Pollentia ed Auriate (?) nella Regio IX sono descritti in questa pagina. Quello con Eburodunum nelle Alpes Cottiae segue lo spartiacque alpino. Con Segusio nelle Alpes Cottiae ho preso lo spartiacque tra il Chisone ed il T. Germanasca fino alla stretta di Perosa e da qui a raggiungere il crinale tra Chisone e Sangone. Con Augusta Taurinorum ho scelto il limite dello spartiacque tra Chisone e Sangone, e poi il T. Chisola fino alla confluenza nel Po, tra quelli proposti da F. Gabotto.

2. I confini di Augusta Taurinorum (Torino) con Industria e Carreum nella Regio IX sono descritti in questa pagina, mentre quello con Caburrum è stato già qui descritto. Come confine con Segusio nelle Alpes Cottiae ho seguito lo spartiacque tra il Sangone e la Dora Riparia fino alla stretta di S. Michele (dove era la stazione ad Fines) e da qui a raggiungere al M. Civrari lo spartiacque tra Dora e Stura. Con Forum Germanorum (?) ho preso lo spartiacque tra Ceronda e Stura fino alla stretta di Germagnano, poi lo spartiacque tra Malone e Stura fino al M. Soglio, infine una linea che scende all'Orco presso Pont Canavese. Con Eporedia ho preso il limite diocesano medievale tra Torino ed Ivrea, coincidente con il corso del T. Orco fino alla confluenza nel Po, piuttosto che la linea del Malone proposta da F. Gabotto ed altri.

3. I confini di Forum Germanorum (?) (Germagnano) con Augusta Taurinorum sono stati già descritti. Con Segusio nelle Alpes Cottiae ho seguito lo spartiacque tra Stura di Viù e Dora Riparia fino al Rocciamelone. Lo spartiacque alpino segna il confine con Mauriana ed Axima nelle Alpes Cottiae. Con Augusta Praetoria ho seguito lo spartiacque tra Orco e Dora Baltea. Con Eporedia ho continuato sullo stesso crinale quando questo piega verso sud fino alla stretta di Pont Canavese.

4. Il confine di Augusta Praetoria (Aosta) con Forum Germanorum (?) è stato già descritto. Con Axima nelle Alpes Cottiae, Octodurus, Sedunum e Briga nelle Alpes Poeninae il confine è dato dallo spartiacque alpino. Con Novaria (Plumbia) ho preso il crinale spartiacque tra Dora e Sesia. Con Vercellae (Victimulae) ho preso lo spartiacque tra Dora e Cervo fino al M. Bechil. Il confine con Eporedia è sul limite diocesano tra Aosta ed Ivrea, che ricalca la cresta che scende alla Dora alla stretta di Carema e poi risale dall'altra parte come spartiacque tra alta Dora e Chiusella.

5. Il confine di Eporedia (Ivrea) con Industria nella Regio IX è descritto in questa pagina, mentre quelli con Augusta Taurinorum ed Augusta Praetoria sono stati qui descritti. Con Vercellae (Victimulae e Quadrata) ho seguito il confine naturale soggiacente al limite diocesano medievale tra Ivrea e Vercelli, ossia lo spartiacque tra Dora ed Elvo dalla Colma di Mombarone fino al Lago di Viverone, poi il basso corso della Dora fino al Po.

6. I confini di Vercellae (Vercelli) con Vardacate ed Industria nella Regio IX sono descritti in questa pagina, mentre quelli con Eporedia ed Augusta Praetoria sono stati già descritto qui. Con Novaria (e Plumbia) ho seguito dapprima lo spartiacque tra il T. Sessera e la Sesia (F. Gabotto) fino alla stretta di Serravalle e poi la Sesia stessa.

7. I confini di Novaria (Novara) con Vercellae ed Augusta Pretoria sono stati già descritti. Con Oxela nella Raetia ho seguito lo spartiacque tra Sesia e Toce fino alla C.ma Capezzone. Con Stationa ho seguito dapprima lo spartiacque tra Sesia da un lato e bacino del Toce-Cusio dall'altro, indi le colline che chiudono a sud il Lago d'Orta separandolo dal bacino dell'Agogna fino a giungere all'Agogna stesso alla stretta di Briga, poi lo spartiacque tra Cusio e Verbano fino all'entrata nel verbano del Ticino. Il confine con Mediolanum (e Sibrium) è naturale (F. Ticino). Con Laumellum ho seguito le indicazioni di F. Gabotto per quanto riguarda i limiti medievali tra il comitato di Bulgaria (Novara) e quello di Lomello, all'incirca lungo la viabilità odierna tra Vigevano e Mortara, a rimontare l'Agogna e da qui al Sesia.

8. I confini di Laumellum (Lomello) con Iria, Dertona, Forum Fulvii e Vardacate nella Regio IX sono descritti in questa pagina, mentre quelli con Vercellae e Novaria sono stati già descritti qui. Con Mediolanum il confine è dato dal F. Ticino. Con Ticinum ho preso una linea che, dal punto in cui il limite diocesano medievale tra Pavia e Milano lasciava il Ticino, raggiunge il T. Terdoppio e lo segue fino alla confluenza nel Po.

9. Il confine di Ticinum (Pavia) con Placentia nella Regio VIII è descritto in questa pagina, quello con Iria nella Regio IX in questa pagina, mentre quello con Laumellum è stato già qui descritto. Con Mediolanum ho preso il limite diocesano medievale tra Pavia e Milano, grosso modo coincidente col limite delle rispettive centuriazioni descritto da A. Passerini attribuito ad un antico corso d'acqua antecedente al canale Ticinello. Con Laus Pompeia ho seguito il corso del Lambro meridionale e poi del Lambro fino al Po.

10. I confini di Laus Pompeia (Lodi Vecchio) con Placentia nella Regio VIII è descritto in questa pagina, mentre quello con Ticinum è stato già descritto qui. Con Mediolanum ho seguito le indicazioni di A. Passerini nel prendere il limite diocesano medievale tra Milano e Lodi, attestato su una linea che va dal Lambro meridionale al Lambro e poi su un antico alveo ripreso dal Can. Muzza fino all'Adda. Con Bergomum (Forum Diuguntorum) e Cremona nella Regio X il confine è naturale, il F. Adda fino allo sbocco nel Po.

11. I confini di Mediolanum (Milano) con Novaria (e Plumbia), Laumellum, Ticinum e Laus Pompeia sono stati già descritti. Il confine con Bergomum (e Forum Diuguntorum) è naturale (F. Adda). Con Comum ho seguito A. Passerini, essendo inattendibili i limiti diocesani medievali, ed ho preso una linea che lascia l'Adda all'ansa di Brivio, sale per il crinale al M. Crocione, taglia per il crinale collinare fino al Lambro, lo discende fino all'altezza di Carate, taglia fino al Seveso all'altezza di Meda, taglia ancora per le zone un tempo boschive delle Groane e di Uboldo fino all'Olona a nord di Legnano, risale l'Olona fino a sotto il M. Monarco, sale sul crinale di M. Piambello, raggiunge il Lago di Lugano, segue il F. Vedeggio fino al Monteceneri. Con Bilitio nella Raetia il confine è quello proposto da G. Tibiletti, che corre dal Monteceneri lungo il crinale di M. Tamaro e poi di M. Gradisca, escludendo la Val Veddasca, fino al Lago Maggiore. Con Stationa il confine è naturale (Lago Maggiore).

12. I confini di Stationa (Montorfano, Verbania) con Novaria (Plumbia) e Mediolanum (Sibrium) sono stati già descritti. Con Bilitio nella Raetia ho avanzato il confine proposto da G. Tibiletti (che lascia la Val Cannobina alla Raetia) allo spartiacque tra Val Cannobina e Val Vigezzo. Con Oxila nella Raetia ho preso lo spartiacque del M. Togano fino alla stretta del Toce presso Premosello (confine identificato da F. Gabotto) e, dall'altra parte, la dorsale di M. Camino fino all'innesto sullo spartiacque tra Vallanzasca e Valstrona.

13. I confini di Comum (Como) con Mediolanum sono stati già descritti. Con Bilitio nella Raetia ho seguito lo spartiacque tra i laghi ed il Ticino fino al P.zo Martello. Con Clavenna nella Raetia ho preso il crinale che dal P.zo Martello scende al Lago di Mezzola. Il confine con i Vennonetes nella Raetia sale sul M. Legnone e segue il crinale fino al P.zo dei Tre Signori. Con Bergomum ho seguito dapprima lo spartiacque tra Adda e Brembo fino al M. Albenza e da qui una linea che scende all'Adda allo sbocco del T. Sonna.

14. I confini di Bergomum (Bergamo) con Comum, Mediolanum e Laus Pompeia sono stati già descritti. Con Cremona nella Regio X ho seguito il confine individuato da P. Tozzi lungo dapprima il Serio Morto (paleoalveo del Serio) dallo sbocco nell'Adda fino a nord dell'attuale Castelleone, e da qui una linea trasversale fino all'Oglio. Per confine con Brixia nella Regio X ho preso l'Oglio fino al Lago d'Iseo e oltre alla stretta di Dario, e più su lo spartiacque tra Serio ed Oglio fino al M. Glerio. Con i Vennonetes della Raetia il confine è dato dallo spartiacque montano.

Riferimenti

  • F. Gabotto: I municipi Romani della Italia occidentale alla morte di Teodosio il Grande, Pinerolo, 1907. (Google libri)
  • G. Tibiletti, Alpi e Pianura lombarda dall'antichità all'alto Medioevo, in: Bollettino Storico della Svizzera Italiana, Bellinzona, 1962, vol. 74, p. 5-15. (Google libri)
  • A. Passerini, Il territorio insubre in età romana, in: Storia di Milano, Milano, 1953, vol. I, p. 113 e sgg. (Google libri)
  • P. Tozzi, Storia padana antica: Il territorio fra Adda e Mincio, Milano, 1972. (Google libri)